Alice in Business Land. Come sopravvivere al confronto uomo donna a lavoro e uscire dalla tana del Bianconiglio con lo sguardo fiero di chi è consapevole di quale posto ha nel mondo.
12 Tips, 12 pillole di saggezza per cavarsela al meglio. Per donne e per uomini. Perché solo insieme possiamo fare la differenza.
Si può fare.
Si può diventare leader rimanendo donne. Si può gestire insieme, uomini e donne, il potere.
Si può raggiungere ambiti apicali senza acquisire dinamiche comportamentali che non sentiamo proprie ma che codifichiamo come necessarie per gestire un potere che per secoli ha avuto connotazioni esclusivamente maschili.
Oggi il potere è sufficientemente maturo per indossare nuovi panni, per fare un cambio di stagione nell’armadio scegliendo capi che siano confortevoli per tutti e tutte.
Ci viene in aiuto in questa impresa “Alice in Business Land”, il bestseller di Maria Cristina Bombelli, edito da Guerini Next nel 2014 e ancora attualissimo, che aiuta noi donne a relazionarci con maggiore consapevolezza all’ambiente lavorativo e ad affrontare le insidie relazionali e le dinamiche di potere, queste sconosciute, senza nascondere la testa sotto la sabbia di un rigore etico che caratterizza così tanto il genere femminile al lavoro.
Come se noi donne dovessimo giustificare la nostra presenza in ufficio e il nostro nome in organigramma applicando su noi stesse e sulle nostre azioni dosi massicce di integerrima integrità morale che non lascino spazio a compromessi, mentre ci sentiamo sopraffatte da sentimenti di ingiustizia o di esclusione o di rabbia, quando siamo interdette dalle stanze del potere.
SI PUO’ FARE
E se noi donne possiamo scrollarci di dosso il nostro afflato ideale e trovare un assetto nella realtà professionale quotidiana, i colleghi uomini possono imparare a conoscere meglio i nostri approcci al lavoro e trovare un dialogo senza aspettare, comodamente seduti nelle loro poltrone girevoli, che siamo sempre noi a rincorrere le informazioni e penetrare i loro silenzi.
Il che non significa diventare brutte persone o manager rammolliti ma capire come gestire il proprio mandato e portare valore nella propria esistenza e nella Company che ci ospita senza fingere di vivere nell’Iperuraneo o stare arroccati in torri di comando che portano impressi in ogni mattonella gli anni del passato.
E comprendere, appellandoci al significato etimologico delle parole, che potere non è ‘cosa sporca’ ma possibilità di fare, “poter costruire la propria personale visione, orientare decisioni ottenere risultati“, come suggerisce Bombelli, fondatrice della società di consulenza Wise Growth, docente universitaria, TED talker, esperta di comportamento organizzativo, diversity management e inclusion, coach, scrittrice di talento e tanto altro ancora.
E allora scopriamo che i manager vengono da Marte e le manager da Venere.
E che mentre noi donne cerchiamo la condivisione e il confronto, gli uomini sono più attenti alle gerarchie e al potere.
Ecco alcune pillole di saggezza tratte da “Alice in Business Land” che possono aiutarci a traguardare insieme gli obiettivi quotidiani del bene comune lavorativo e della ricerca di senso in quello che facciamo e in quello che siamo, anche in ufficio.

PILL #1
“Al maschile prevalgono le modalità di distanza e di gerarchia, al femminile quelle di vicinanza e di interconnessione“
PILL #2
“Mentre per gli uomini la decisione solitaria è più coerente con le proprie disposizioni, le donne hanno una fortissima necessità di comunicare, di esprimere un pensiero, un itinerario attraverso le parole, osservare l’interlocutore e condividere le preoccupazioni“
PILL #3
“Per le donne la comunicazione è un modo per creare intimità, ovvero un mondo di legami dove vengono minimizzate le differenze e ricercato il consenso, per gli uomini le conversazioni sono negoziati nei quali vengono dimostrate conoscenze e competenze che stabiliscono uno status non attaccabile da altri, con finalità di difendere la propria indipendenza“.
PILL #4
“Quanto più siamo in grado di capire questi aspetti di diversità – uomo donna [ndr.] – , tanto più ci rendiamo conto che le nostre reazioni non sono dovute a scarsa capacità di controllo delle emozioni“.
PILL #5
E’ molto importante “conoscere il proprio contratto giuridico, ma anche interrogarsi sulle culture organizzative vigenti e sulle eventuali problematiche di differenziazione nella complessità organizzativa. Le politiche del personale non hanno bisogno solo di regole, ma anche di una cultura diffusa che può avere molte nuance tante quanti sono i singoli responsabili”
PILL #6
“Smetterla di preoccuparsi del giudizio altrui e iniziare ad autovalutarsi saggiamente e con generosità“
PILL #7
“L’attesa di un riconoscimento, la dipendenza dall’approvazione, la sensibilità empatica e non verbale fanno si che le donne si muovano nella dimensione del conflitto e dell’aggressività relativa con assoluta circospezione, con un atteggiamento di ritrosia che spesso sfocia nell’ambiguità”
PILL #8
“Aspettare mezz’ora prima di rispondere aiuta a prendere la distanza emotiva necessaria“
PILL #9
“Non dire, non esprimere la propria opinione e lasciare che siano gli altri a interpretarla è un gioco molto pericoloso”
PILL #10
“La generosità eccessiva – soprattutto se non richiesta [ndr.] – invece di sviluppare comportamenti di gratitudine, suscita spesso acrimonia“
PILL #11
“Essere buone e disponibili non è un obbligo: se lo fate, siatene consapevoli e chiedetene il ritorno di favore”
PILL #12
“La capacità di valutarsi obiettivamente passa in prima istanza dal rispettare se stessi, la propria dotazione di base, la propria incomparabile unicità”.
L’INCLUSION PASSA DA NOI
“Alice in Business Land” è ricco di case histories e di esperienze di donne che ce l’hanno fatta e che si impegnano a farcela, suggerimenti proattivi e altre tips utili per gestire le nostre personalità in ufficio.
Un testo che fa capire a tutti, uomini e donne, colleghi e colleghe, padri e madri, fratelli e sorelle, responsabili e collaboratori, come
nella poliedricità del nostro essere possiamo dare spazio a nuove aspetti di noi e sperimentare con fiducia chi siamo anche dietro una scrivania.
Si può fare.

PER APPROFONDIRE
BIBLIOGRAFIA
Mariarosa Dalla Costa, “Potere femminile e sovversione sociale”, Marsilio, 1972
Elena Gianini Belotti, “Dalla parte delle bambine”, Feltrinelli, 1973
Arlie Russell Hochschild, “The Second Shift”, Feltrinelli, 1989
John Gray, “Gli uomini vengono da Marte, le donne da Venere“, Rizzoli, 1992
Chiara Saraceno, “Sociologia della famiglia”, Il Mulino, 1996
Silvia Federici, “Calibano e la strega”, Mimesis, 2004
Michela Murgia, “Ave Mary”, Einaudi, 2011
Sheryl Sandberg, “Lean In”, Mondadori, 2013
Maria Cristina Bombelli, “Alice in Business Land”, Guerini Next, 2014
Brené Brown, “Dare to Lead: Brave Work. Tough Conversations. Whole Hearts”, 2018
Caroline Criado Perez, “Invisible Women”, Einaudi, 2020
Jennifer Guerra, “Il capitale amoroso”, Bompiani, 2021
Francesca Coin, “Le grandi dimissioni”, Einaudi, 2023
COLONNA SONORA
Giovanna Daffini, “Sciur padrun da li beli braghi bianchi”, 1960
Giovanna Daffini, “Sebben che siamo donne”, 1964
Jefferson Airplane, “White Rabbit“, 1967
Peggy Seeger, “I’m Gonna Be an Engineer”, 1971
Helen Reddy, “I Am Woman”, 1972
Dolly Parton, “9 to 5”, 1980
Donna Summer, “She Works Hard for the Money”, 1983
Eurythmics ft. Aretha Franklin, “Sisters Are Doin’ It for Themselves”, 1985
No Doubt, “Just a Girl”, 1995
Shania Twain, “She’s Not Just a Pretty Face”, 2002
Destiny’s Child, “Independent Women Part I”, 2000
Beyoncé, “Run the World (Girls)”, 2011
Sara Bareilles, “Armor”, 2018
FILMOGRAFIA
George Cukor, “La donna del giorno”, 1942
Michael Curtiz, “Il romanzo di Mildred” (Mildred Pierce), 1945
Nigel Cole, “We Want Sex”, 2010
Colin Higgins, “Nine to five”, 1980
Mike Nichols, “Silkwood”, 1983
Mike Nichols, “Una donna in carriera”, 1988
Jean-Pierre e Luc Dardenne, “Rosetta”, 1999
Steven Soderbergh, “Erin Brockovich – Forte come la verità”, 2000
Niki Caro, “North Country – Storia di Josey”, 2005
Paolo Virzì, “Tutta la vita davanti”, 2008
Tate Taylor, “The Help”, 2011
Jean-Pierre e Luc Dardenne, “Due giorni, una notte”, 2014
Sarah Gavron, “Suffragette”, 2015
Theodore Melfi, “Il diritto di contare”, 2016
Marco Tullio Giordana, “Nome di donna”, 2018
Beth Sullivan, “Waitress: The Musical”, 2023
“Poliglotte e multitasking. Le donne nel cinema italiano”, Cineteca di Bologna
Il Ted Talk di Maria Cristina Bombelli
SERIE TV
James L. Brooks e Allan Burns, “The Mary Tyler Moore Show”, 1970
Matthew Weiner, “Mad Men”, 2007
Michelle Ashford, “Masters of Sex”, 2013
Dana Calvo, “Good Girls Revolt”, 2015
Robert e Michelle King, “The Good Wife”, 2009
Amy Poehler (creatrice), “Parks and Recreation”, 2009
Shonda Rhimes, “Scandal”, 2012
Amy Sherman-Palladino, “La fantastica signora Maisel”, 2017
Robert e Michelle King, “The Good Fight”, 2017
Anna Winger, “Self-made: la vita di Madam C.J. Walker”, 2020
Scott Frank e Allan Scott, “La regina degli scacchi”, 2020
Mickey Down e Konrad Kay, “Industry”, 2020
Molly Smith Metzler, “Maid”, 2021
Matteo Rovere, “La legge di Lidia Poët”, 2023
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