Home » LE MILLE E UN MANAGER » IL CAPO PERFETTO ESISTE?

Ripassiamo insieme le qualità del capo perfetto. Un condensato di cliché forti, ma vivi e vegeti lungo i corridoi di alcune nostre aziende, e un modo per sorriderne insieme, nell’ultimo film di Fernando Leon de Aranoa.

E’ perfettamente determinato e manipolatore il capo perfetto dell’omonima pellicola spagnola di Fernando Leon de Aranoa, perfetto nella sua costruzione di un’identità di pura superficie, con cui si interfaccia con il prossimo, i suoi dipendenti, la moglie, l’amante, gli amici, al fine di raggiungere giorno dopo giorno, quotidianamente, il suo unico obiettivo: il prestigio e il potere.

I dipendenti sono la mia famiglia, dice el buen patron, attingendo a piene mani alla retorica del pater familias, che reitera, coerente e fedele, lungo tutto il film. Tu sei il figliol prodigo, dice a un dipendente che ha licenziato senza mezze misure e che manifesta in sit in di fronte all’azienda rovinandogli l’immagine e la reputazione, una situazione spinosa che tenta di risolvere, come sempre, con l’unico strumento in suo possesso, il denaro.

Mi tocca fare cose che non voglio fare per il bene dell’azienda…lo devo fare, lo faccio per voi, per il bene della nostra azienda,

ripete più volte seguendo uno script che alcuni di noi conoscono e che tradisce quel modello di leadership manipolatoria e irresponsabile a cui sottostà un’unica pulsione: il possesso per il possesso.

Lavori per me, sei già una mia proprietà, dice il buon capo alla stagista con cui intreccerà una storia di puro sesso, per poi ritrovarsi, ricattato, a concederle un ruolo da responsabile.

Altri stereotipi, più veri che verosimili. La fascinazione che il potere ha su chi non lo detiene, l’ambizione sfrenata, le storie sentimentali in azienda, che pullulano copiose in Basculas Blanco, l’impresa che il capo perfetto cerca di mantenere in equilibrio come le sue bilance ricordando che

a volte devi truccare la bilancia perché la misurazione sia esatta.

L’unico a smentire una filosofia che il personaggio interpretato da un magnifico Javier Bardem fonda sul principio di indeterminazione di HeisenbergNon arrivi mai a conoscere i tuoi dipendenti, ammette, arrogandosi il diritto di intervenire nelle vite private degli altri – è un dipendente arabo: Non mi freghi. Guarda il colore della mia pelle. Non sono tuo figlio, gli dice in un dialogo con la realtà letterale ed efficace.

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Un altro mito, quello del self made man. Nessuno ci ha regalato niente, dice il capo perfetto in una cena tra amici, subito smentito dalla moglie che gli ricorda di aver ereditato l’azienda dal padre.

Sotto quella facciata, a tradire il capo perfetto sono sin da subito alcune piccole affermazioni. Che non porti via nulla, dice al fedelissimo vice riferendosi al contabile appena licenziato, che non dà una buona immagine all’azienda. Affermazioni che frame dopo frame diventano enorme evidenze come palle di fieno accresciute dal vento.

Ed è sintomatica l’ultima scena dove l’espressivissimo volto di Bardem pare illuminarsi in una frazione di secondo in un moto di coscienza per le malefatte compiute. Pare, perché alla fine il suo interesse è solo ed esclusivamente votato al prestigio personale, all’ennesimo premio appeso al muro, che gratifica il suo ego sdrucito e bulimico.

El Buen Patron” si distanzia da un altro film che trattava apparentemente lo stesso tema, “Il grande capo” di Lars Von Trier, ma che, a conti fatti, era solo un omaggio solipsistico e metafilmico del regista a se stesso.

Il capo perfetto” invece è generoso, è uno sguardo sincero sul mondo di alcune pmi, ancora dominate dalle figure del patron che porta il volto paterno di Blanco, titolare dell’azienda Basculas Blanco, uno che ci è, non ci fa, vittima esso stesso della sua cupidigia e del personaggio che interpreta ogni giorno.

A chi considerasse “El Buen Patron” parodico ed eccessivo diamo ovviamente ragione (è un’opera filmica) ma gli consigliamo anche di farsi un giro in alcune imprese del nostro bel paese. Mentre a chi ha avuto la sfortuna di incontrare solo ‘capi perfetti’, ricordiamo che ci sono tante brave persone e magnifici professionisti che lavorano in azienda. Forse è giunto il momento di incontrarli.


PER APPROFONDIRE

El Buen Patron“, Fernando Leon de Aranoa, 2021

Il grande capo“, Lars Von Trier, 2006

Foto by Pixabay